The Shining contro Shining ( The Shining against Shining)

(di Annamaria Niccoli)

Shining- romanzo  thriller-horror di Stephen King (1977).

Film diretto da Stanley Kubrick (1980)

Miniserie tv – ABC – diretto da Mick Garris (1997)

                    Shining nasce dalla diretta esperienza fatta dallo scrittore Stephen King durante una vacanza fatta con la moglie allo Stanley Hotel di Estess Park. Sembra che questo hotel abbia ispirato a tal punto lo scrittore la quale  venne usato anni dopo come set televisivo, perchè il luogo presentava delle caratteristiche per l’ambientazione di un thriller – horror.

La trama del romanzo non è molto complicata,  le atmosfere degli ambienti e i personaggi creati sono inquietanti, tanto da creare una leggenda negativa che trasformerà quel bel luogo di villeggiatura in un perfetto luogo horror, gravato da un’aurea maligna, frequentato da presenze oscure, tanto da arrecare la morte a chi va a soggiornare in quell’hotel; come ad esempio i tre personaggi (custodi dell’albergo) usciti dalla penna dello scrittore, protagonisti del romanzo.

In molti si chiederanno perchè dopo la magistrale direzione del film cinematografico di Stanley Kubrick, lo scrittore, a distanza di anni, chiedesse che di Shining ne venisse realizzata una seconda versione, poi realizzata dalla rete televisiva ABC, con l’attenta supervisione dello stesso creatore di Shining. Sicuramente il successo mondiale avuto Kubrick ne ha goduto King, ma per motivi contrattuali non potè dire nulla in merito all’operato del regista, ma solo su l’interpretazione dell’attore principale Jack Nicholson; non potendo dichiarare quanto fosse l’amarezza che il suo romanzo sia stato tanto modificato, che decise sin dal primo “ciack” della miniserie tv di lavorare a stretto contatto con il regista Garris.

Le diversità fra i due film sono innumerevoli, già dalle location in esterne, ossia dal primo “ciack”. Gli hotel: nella versione tv compare lo “Stanley Hotel”, per Kubrick è  l’Hotel “Timbelrline Lodge” ( Overlook Hotel ) di Mont Hood in Oregon. Gli interni: nel film di Garris vennero registrati nello stesso sito cui aveva soggiornato S. King, e in accordo con gli albergatori che alcune stanze venissero restaurate; nel secondo film gli interni, come alcuni esterni vennero costruiti in uno Studio’s inglese. Altro esempio di differenza fra il film e il romanzo sta che Kubrick fece costruire un gigantesco labirinto composto da siepi; il film tv presenta delle siepi tagliate a forma di animali, che in certi momenti sembrano prendere vita, e voler aggredire il custode, questo passaggio è fedele alla scrittura del romanzo.  Il numero delle stanze è diverso: 237 per l’ “Overlook Hotel” e 217 per lo “Stanley Hotel”.

Anche i tre protagonisti dei due film sono molto diversi fra di loro. “Jack Torrence” (di Kubrick) è un uomo dal carattere inquietante, iroso, gelido, spietato dal primo all’ultimo “ciack”; “Jack Torrence” (di Garris) è un’ uomo buono e amorevole con la moglie e il figlio, che con tanta volontà cerca di uscire dal tunnel dell’alcool, che durante la permanenza in hotel viene posseduto dalle anime maligne che popolano l’albergo, perchè, come scritto nel romanzo, la struttura è stata costruita su un vecchio cimitero indiano       ( classica ambientazione dei film horror). Se “Jack”  nella pellicola cinematografica tenta di uccidere la famiglia e il figlio, nella miniserie l’uomo sacrifica la propria vita per salvare la sua famiglia (come da romanzo) .

 

“Wendy Torrence” di Kubrick (moglie di Jack il custode)  è descritta come una donna paurosa, mal vestita, poco bella, dai capelli bruni e succube del marito; la “Wendy” di Garris è una donna decisa, di bell’ aspetto, ben vestita e bionda, che cerca di aiutare il marito. Il bambino “Denny” nel primo film è descritto come un bimbo taciturno, riflessivo e furbo, che ha un’ amico immaginario che nel film Kubrick non arà mai vedere; nella miniserie il bimbo ha un carattere allegro, sincero, affettuoso, e il suo amico immaginario il regista lo farà vedere. In entrambi i film solo il cuoco “Dick” può vedere e comunicare con il bambino perchè hanno il dono della telepatia, che nel romanzo prende il nome di “luccichio” o ” luccicanza” ossia lo “Shining”.

                                         Anche tecnicamente il lavoro dei due registi sono differenti tra di loro. Entrando nello specifico tecnico la regia di Kubrick è magistrale, la superiorità è tale che una critica positiva per il film di Garris è molto difficile, da tenere in considerazione che il film del regista americano negli anni è diventato un  “cult horror” dopo l’Esorcista.

                                      Le innovazioni tecniche, come le tecniche di ripresa, come le inquadrature, non più a telecamera fissa o mobile sistemate su appositi carrelli, ora in questo film si ha un uso diffuso della steandycam, macchina da presa sostenuta e usata direttamente dall’operatore di ripresa. Tutte queste innovazioni negli anni a seguire diverranno fonte di ispirazione dei nuovi registi, tecnici del suono e del video. Il film di Garris , pur sostenuto dalla costante presenza sul set di Stephen King, non otterrà gli stessi risultati sperati, dovuti anche dal confronto fra le interpretazione degli attori. Colpisce in particolar modo  l’interpretazione di “Jack”- Jack Nicholson, che può essere un’interpretazione superlativa, entrato perfettamente nel personaggio, dove viene esaltata la natura cattiva del protagonista del film ma non del romanzo, tanto da infondere paura allo spettatore dall’inizio alla fine della pellicola. “Jack”- Steven Weber, pur  sapendo di doversi confrontare con un’ attore di fama mondiale, solo in alcuni momenti riesce a infondere paura allo spettatore e come voluto da King. Unico cameo della serie tv è la presenza di pochi secondi dello scrittore nelle vesti del direttore d’orchestra dell’hotel vestito tutto di bianco. Il successo sperato da Stephen King non giunge.

                                    Può essere fatto un’ esempio con l’Italia, verrà mandato in onda sulla rete televisiva “Italia uno” l’ 1 e il 2 gennaio 2001, pare fin’ora unica proiezione. Ad aggravare l’insuccesso del film tv in Italia lo dobbiamo anche al doppiaggio,voci poco coinvolgenti degli adulti, quella del bambino troppo infantile, è da riscontrarsi spesso il fuori-sincrono con il labiale. Il doppiatore di “Jack” – Massimiliano Lotti purtroppo si scontrerà con il doppiaggio cinematografico di un grande attore come Giancarlo Giannini, che ha ricevuto lettere di congratulazioni da un maestro della cinematografia  mondiale come Stanley Kubrick. Certamente il film visto con l’audio originale, in inglese, è più coinvolgente.

(di Annamaria Niccoli)

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